Non so che dirti!

Quando in una conversazione ti capita di dire non so più che dirti, forse è il momento dove hai più cose da dire. Forse il tuo io interiore sta uscendo… Il coraggio di parlare, di dire, ma soprattutto di ammettere a se stessi la verità. Perché infondo è quello, ammetterlo a se stessi! Quando le cose non vanno bene, non ti vanno bene…ma non riesci a dirlo. I segreti più nascosti, le verità andate in fumo perché si ha paura. Amo il mio fidanzato più di ogni altra cosa al mondo, ma ci sono tante cose che vorrei dire. Ma poi essere pretenziosi è sbagliato davvero?! Due caratteri uguali con obiettivi diversi alla fine si respingono?

Sorridi, sorridi sempre!

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Pensieri buttati via.

Che poi pensando mi sono resa conto che non sono la persona che vorrei, ogni volta che mi adiro, ogni volta che sbiello come si dice nel nostro gergo, agisco in modo sbagliato! Ma pensando al giusto e sbagliato, mi rendo conto che in fondo… sono solo pensieri. Non posso giudicarmi e non potete giudicarmi. Ogni volta è sempre la solita storia, questo è sbagliato questo è giusto. Ma voi come potete sapere il mio giusto e il mio sbagliato?! La società, le scuole, le famiglie, ci distruggono la libertà di decidere e di vivere. Il senso di colpa, il nostro super io che vuole condannarci… Ma nessuno può definire realmente il giusto.

Sorridi, sorridi sempre.

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Lunatica

Avere un conflitto con se stessi, penso che sia una delle cose peggiori che ci possa capitare. Ogni volta che devo prendere una decisione mi ritrovo a combattere. Ci sono io e ci sono loro, io dico che magari sto sbagliando, che magari non la vedo nel modo giusto. Loro continuano a dire che invece la vedo nella maniera giusta, che forse è il modo sbagliato e c’è chi dice di non fare nulla. Un po’ come avere tre compagni di vita in continuo conflitto. Vedi e abbracci il tuo profondo! Ogni volta cerco di fare la cosa giusta, ma è tutto così confuso… e giusto per me, per te o per gli altri? Sto mettendo da parte me per voi?? Sto mettendo da parte te per me?? O sto mettendo da parte voi per noi? Cercare il giusto equilibrio, dentro una squilibrata, forse è possibile o forse no… purtroppo non l’ho ancora deciso, perché infondo ci sono io, ci sei tu e ci siete voi!

Sorridi, sorridi sempre.

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La decisione

Ciao a tutti, non ci sono presentazione, non ci sono nomi, ci saranno solo ricordi! non so neanche chi lo leggerà e se qualcuno mai lo farà! Sono qui solo perché vorrei raccontare la mia storia, vorrei che rimanesse da qualche parte, un piccolo frammento di vita! La verità è che mi sento anche un po’ stupida scrivendo, ma ne sentivo la necessità, in 22 anni è la prima volta che sento il bisogno di parlare, di scrivere… Ero una bambina dolcissima, una di quelle bambine timide che sorrideva sempre, ma allo stesso tempo si vergognava. Una bambina come tante altre, sempre impegnata a giocare con le bambole, rimanevo ore seduta per terra con le barbie, le Bratz e Sakura. Avevo anche una scimmietta che mi avevano regalato i miei genitori al mio sesto compleanno, era il pupazzo più bello del mondo. Aveva degli occhi dolcissimi, la portavo ovunque. E poi c’era l’amore della mia vita, mio fratello. Lui era ed è la cosa più preziosa di questo mondo, non potrei scambiarlo per niente è nessuno. Mio fratello a differenza mia era vivace, iperattivo, lui non sapeva giocare da solo, lui doveva correre, distruggere, ma mi difendeva sempre e lo fa’ tutt’ora. Senza di lui non penso che sarei la persona che sono diventata, lui è fondamentale nella mia vita. Giocavamo sempre insieme e uscivamo con i vicini di casa, davanti a casa con il pallone, a mosca ceca, con la play e a nascondino. Insomma, essendo una delle poche femminucce nel quartiere ero diventata un maschiaccio. D’estate non essendoci scuola, uscivamo presto. Giocavamo sempre e io ero felicissima di questo. Poi un piccolo frammento terribile, eravamo a casa di alcuni amichetti al tempo, avevano un fratello più grande. Loro giocavano alla play e siccome c’erano due joystick, io rimanevo a conto mio. Il fratello più grande, mi disse di andare a giocare con lui, ero piccola e non potevo capire! Mi disse “giochiamo a indovina cos’è”. Ero innocente, certo che giocai… ricordo che mi fece chiudere gli occhi, mi fece toccare una calamita, era Bart. Mi fece toccare altre cose, fino a quando non mi mise il suo pene in mano. Ero imbarazzata e terrorizzata, ma come potevo non fidarmi?! Era più grande. Mi fece fare su e giù, perché così sarei cresciuta, sarei diventata grande, forte e bella. Invece no, cogliona io che a 6 anni non sapevo questo che voleva solo farsi fare una sega da una bambina. Non voglio continuare il racconto, ma sicuramente non lo dimenticherò mai, non ne ho mai parlato con nessuno e non inizierò ora. Avevo solo bisogno di sfogare, avevo solo bisogno di dirlo a qualcuno che non provasse a fare qualcosa, che non provasse a parlarne, che non provasse pena. Uno sconosciuto, proprio come te. E in tutto questo spero che sia d’aiuto ad altre persone, ma soprattutto per avere un’idea del fatto che le persone cambiano quando gli succedono queste piccole ma significanti disgrazie. Aspetto il karma e…

Sorridi, sorridi sempre.

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